Luce, attrezzatura e tempo: ecco punti di forza e limiti del ritrarre in tempi brevi e con molte incognite.

Come si fotografa un attore? Non lo so. Non esiste una regola valida per tutte le occasioni. Esiste, però, un consiglio valido per tutte le occasioni: bisogna saper interpretare, entrare in relazione col luogo o col soggetto da ritrarre e, poi, bisogna sapersi adattare. Spesso, la chiave di volta, è l’improvvisazione.

Questo post non è un manualetto di istruzioni su come si fotografa. Con queste righe voglio solo raccontare la mia esperienza. Spero possa essere utile a qualcuno, così come mi auguro che qualcuno mi possa offrire qualche consiglio utile. Cominciamo.

Il soggetto

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Peppino Mazzotta – © Massimiliano Palumbo

Il soggetto è Peppino Mazzotta, l’ispettore Fazio del commissario Montalbano. Le foto sono per un progetto portato avanti da Simona Negrelli, giornalista. Simona cura un blog, tempodilettura.com. Il progetto è sulle manie dei personaggi famosi. «Le manie sono fissazioni, più o meno esclusive, verso un oggetto o un comportamento che, a un livello non patologico, abbiamo un po’ tutti». La mania di Peppino Mazzotta, è il teatro. Anzi, i riti che rendono affascinante questo mondo, fatto anche di scaramanzia.

L’idea, il problema

L’idea su come fotografare Peppino Mazzotta è che non ne avevo idea. Fino al giorno prima dell’appuntamento, non sapevo quanto tempo avrei avuto, come si sarebbe vestito e dove lo avrei fotografato. Nella mente avevo mille soluzioni, ma ognuna di queste richiedeva uno schema di luci diverso. E poi c’era un altro inconveniente: lavorare da solo. Quindi dovevo capire come gestire l’attrezzatura e restare negli eventuali tempi stretti.

La soluzione

La soluzione la trovo nel tardo pomeriggio. Peppino Mazzotta arriva alle 19 al teatro Morelli di Cosenza. In 30 minuti bisogna fare intervista e foto. Ok, ma dove? Ancora non è certo, forse in un camerino. «È il luogo ideale», penso. «Se la sua mania è il teatro, il camerino è un luogo dal forte carico narrativo». Alle 19, però, scopro che l’unico camerino libero è illuminato da una triste luce al neon e l’unico specchio presente è anche sprovvisto delle tipiche luci.

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Peppino Mazzotta – © Massimiliano Palumbo

Niente male (sic!): il luogo raccontava poco, la luce era pessima e io avevo solo pochi minuti di tempo. Decido, quindi, di cancellare tutto e di creare da solo l’atmosfera adatta (adatta in basse alle risorse che avevo in quel momento). Imposto la fotocamera (una Nikon d800, ma sarebbe stata la stessa cosa con una nuova entry level) in modo da annullare la luce ambiente e gestisco l’illuminazione con due Nikon sb900. Sulla luce principale monto un Lastolite speed-lite per gestire meglio le ombre. Avrei desiderato anche una leggera luce per schiarire la parte bassa del visto, ma non sapevo come mantenere il pannello riflettente.

Il ritratto

Per il ritratto ho approfittato del fatto di avere davanti uno dei migliori attori italiani. Peppino è molto disponibile ed è stato semplice entrare in relazione con lui. Abbiamo deciso insieme di ritrarre più personaggi, proprio come ogni attore fa durante la sua carriera (il ritratto di Simona Negrelli https://goo.gl/0rfVTy).

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Peppino Mazzotta – © Massimiliano Palumbo