Foto, video e postproduzione. Smartphone e tablet consentono di realizzare lavori usando un solo device. La qualità è alta, altrettanto il tempo guadagnato.

Questo post non è un «manuale d’uso», ma racconta un’esperienza, la mia. E cerca di rispondere ad una domanda: è possibile fare reportage, anche professionale, con uno smartphone? La conclusione a cui sono arrivato è affermativa: sì, con lo smartphone si possono ottenere risultati professionali. Tutto ok, quindi? No. Dobbiamo prima accordarci sul significato di professionale. Se consideriamo che oggi, la gran parte del materiale e della comunicazione, avviene sul web e sui social, allora anche in questo caso la risposta è affermativa. I risultati che si ottengono con questi piccoli gioielli tecnologici, sono professionali dal momento che la rete si accontenta di risoluzioni contenute.

Per questo ho preparato un breve racconto di testo, foto e video di una gita in montagna. In Sila, Calabria, provincia di Cosenza.

Lo dico subito: non ci ho lavorato molto. Ho fatto tutto velocemente, com’è nella natura della fotografia e, soprattutto, nella natura della condivisione sul web.

L’attrezzatura

Ho usato un iPhone 6s. Le immagini le ho postprodotte con Snapseed, l’app di Goolge. Tutto qui. Niente male se penso che fino poco tempo fa, solo per una gita, bisognava portarsi dietro come minimo un chilo e mezzo di materiale. Con pochi grammi tascabili ho portato a casa un servizio multimediale.


Il racconto

È domenica 23 aprile. Il termometro segna 21 gradi. In auto ce ne sono molti di più dal momento che è stata sotto il sole tutta la mattina.

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Parto nel primo pomeriggio: «Andiamo in montagna», dicono i miei. Anche se IsoRadio canta «sapore di mare, sapore di te». «Traffico tranquillo», annunciano alla radio. E il traffico è tranquillo anche sulla statale 107, quella che porta oltre i mille metri dell’Appennino che sovrasta il territorio bruzio.

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Prima tappa, appuntamento fisso: ginseng al Cafè de la route in via Forgitelle. Seconda tappa, una delusione: alle 16.30 la funivia di Camigliatello è già chiusa. L’alternativa è il Parco nazionale, sulle rive del lago Cecita. L’acqua è di un blu intenso. C’è silenzio e il leggero vento rende l’atmosfera molto rilassante.

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Vicino al lago incontro un caro amico, Domico Olivito, bravo fotografo di San Giovanni in Fiore. Sta provando una nuova macchina fotografica e gli parlo del mio piccolo progetto di lavorare per un po’ solo con lo smartphone.

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In montagna il tempo scorre velocemente. Sono quasi le 19 e lo stomaco recrimina i suoi diritti. Per cui è d’obbligo un altro appuntamento fisso: i mega panini di Barrese, storica salumeria di contrada Moccone, sempre a Camigliatello. Barrese è un punto di riferimento: i prodotti sono ottimi e i fratelli che gestiscono l’attività sono gentilissimi.

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Il sole comincia la sua parabola discendente. È ora di ritornare a casa. Il telefono custodisce i ricordi di questa bella giornata, il mio cuore le emozioni e i monti della Sila continuano a custodire il tesoro dimenticato della mia terra: la natura.

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