Cambiare o morire? Lo storytelling per rilanciare la tua impresa

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La narrazione aziendale si fonda su due elementi: il viaggio dell’eroe e l’ascolto del pubblico. Entrambi richiedono un cambiamento. La ricompensa: clienti fedeli.

Storytelling sì o storytelling no? Storytelling tutta la vita. Il motivo? Perché, se narriamo, scopriamo chi siamo e ci mettiamo in gioco. Abbandoniamo la nostra zona di comfort e guardiamo al futuro.

Ma questo è possibile solo con lo storytelling? No. Possiamo evolvere, come aziende e come persone, seguendo anche altre strade. Ma lo storytelling ha una marcia in più. Perché si rifà alla struttura della mente, a come funzionano le emozioni, al bisogno fondamentale dell’Uomo di nutrirsi di storie. Lo storytelling ci permette di immaginare, non solo draghi e supereroi, ma anche la realtà: ci consente di progettare il futuro.

 

Corporate storytelling, immagine aziendale
La giusta direzione – © Massimiliano Palumbo

Chi siamo: ovvero l’impresa dell’eroe.

Se decidiamo di raccontarci dobbiamo prima capire chi siamo. Il motivo è semplice: analizzare chi siamo, in quale contesto viviamo, ci fa guardare allo specchio e, se siamo sinceri, possiamo sbarazzarci di ciò che non funziona. Molto probabilmente è in questa fase che nasce l’impresa da raccontare.

L’impresa è il cuore della narrazione. Ricorda: le persone non si appassionano all’eroe, ma al viaggio dell’eroe. Quindi, già da questa prima fase puoi trarre materiale che ti consentirà di impostare la tua narrazione. E non si tratta di robetta. Le storie che funzionano sono cariche di emozioni e di drammi e tu puoi attingerne a piene mani – e gratis – da te stesso.

Il pubblico, mica prezzo e caratteristiche.

Se decidiamo di raccontarci non possiamo pensare solo a noi stessi. Innanzitutto per mera buona educazione. Poi perché la nostra vita o impresa ha senso solo in relazione agli altri. E ancora: se non vendiamo, il fatturato piange. Quindi, è necessario che la narrazione tenga conto delle esigenze del pubblico.

Ti faccio un esempio: pochi giorni fa ho parlato con un imprenditore e poi con un commerciante (i due non si conoscevano e trattavano prodotti diversi). Entrambi, hanno detto: «Bisogna spingere i prodotti». La cosa mi colpì perché usarono le stesse parole e conclusero allo stesso modo: «Spingere, spingere». Evidentemente recitavano entrambi lo stesso copione. Ora mi chiedo: che senso ha spingere un prodotto-servizio se non hai valutato le esigenze dei tuoi clienti? È una questione decisiva: non posso dire che la mia attività è sempre attenta alle esigenze delle persone quando, nei fatti, non ho mai cercato di coniugare la mia narrazione con quella del pubblico.

Storie: come intrattenere il pubblico.

I Social ci obbligano intrattenere il pubblico. E bisogna farlo di continuo. Se prima bastava uno spot o un manifesto per pubblicizzarti, ora non basta più. Questo ci porta a una sicurezza: non intratteniamo nessuno se parliamo solo di noi stessi. Saper strutturare un racconto, invece, ci aiuta ad affrontare tutti i momenti della narrazione, anche quando questa, a causa della natura dei Social, sembra sfuggirci di mano.

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